Il corpo parla ma noi non lo ascoltiamo.

In presenza di sollecitazioni esterne non sempre semplici da affrontare l’attitudine che uno ha davanti alle difficoltà permette di avere un pensiero propositivo anzicchè di lamentela.

Mi distacco dalla filosofia “pensiero positivo-pensiero negativo” uno pensa come vuole.

Finché non sperimenta da sé il fatto che se agisce per migliorare la situazione in modo ecologico e rispettoso anche ripetere all’infinito una parola positiva non serve a nulla.

E coerente dire ” mi accolgo e mi amo esattamente come sono ” e poi non fare nulla nell’intera giornata per mostrare amore verso se stessi.

A quel punto molto meglio un “vaffa” liberatorio.

Lo stress, come tutti lo definiscono,sono tutti gli agenti stressori che mandano in cortocircuito il nostro equilibrio interiore.

Chi è portato a esser propositivo/attivo sperimenta eustress “buono” chi è portato invece ad un attitudine lamentela/passiva sperimenta da subito il distress “cattivo”.

Certo che se le angustie sono infinite anche una continua sollecitazione eustress e propensa al distress.

Ogni fattore stressogeno ha un corpo che risponde con una immediata reazione di allerta seguita da una prima identificazione del segnale seguita da un successivo adattamento.

Nella reazione di allerta attivo la conoscenza di ciò che sta accadendo e la classifico in nota e non nota.

Quando siamo nella fase di identificazine del segnale il corpo produce la risposta ed è qua che NOI si fa la differenza.

Se la risposta è nota l’omeos è mantenuto se la risposta non è nota l’omeos si sbilancia.

Verso cosa vogliamo che si sbilanci l’omeos? E qui subentra la fase di adattamento.

Creiamo un riequilibrio propenso a migliorare il NUOVO EQUILIBRIO diverso da quello di partenza,oppure verso un disequilibrio propenso a peggiorare il NUOVO EQUILIBRIO diverso da quello di partenza.

Questo è alla base del mio concetto di prevenzione in ogni campo.

Partendo proprio da un assunzione consapevole di responsabilità,ossia abilità a rispondere, con l’ESEMPIO coscienti della meta al quale si propende.

E qui si apre un MONDO!

Api e formiche fanno parte dello stesso ecosistema e sono strettamente interconnessi. E quando la loro coesistena e sbilanciata tutti NOI siamo portati almeno a capire cosa imparare da loro.

Nancy

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