Supercalifragilisticazzi

Avere un valigia magica dal fondo infinito sarebbe una meravigliosa cosa per NOI DONNE.

Vivere meravigliandosi che la magia esiste è un modo per ravvivare la quotidianità. MAGIA nei piccoli gesti.

Come gesti prediliggo il tea~party con le amiche dove poterci raccontare! Quando è il momento di scegliere il tea per il rituale AMICIZIA dalla scatola in legno dalle mille bustine e dai nomi bizzarri! Mix di frutta esotica dal gusto inimmaginabile alternati a filtri curativi e tea!

Anice,cannella e zenzero/limone

Amo tanto stare in mezzo alla natura dal quale trarre energia rigeneratrice!

Un’altra magia,che son certa essere anche un motore per una parte della società del futuro,è la solidarietà. Ascoltare chi ti sta vicino,accorgersi quando è il momento non quando si ha un momento,tendere la mano e saperla accogliere senza approfittarne è energeticamente positivo.

Un’altra è la condivisione stando nella soluzione questa è pura magia perchè due cervelli si fondono creando idee verso una direzione. Anche la creatività è una moneta spendibile nelle società del futuro sempre che la trasformazione in zombie non sia ancora più freddamente veloce.

Produttività in serie.

Certo la realtà è sempre più vicina alla produttività seriale con ritmi sempre più frenetici che non si ha quasi più neppure il tempo di pensare se non per poche ore riservate al giorno “libero” .

Quindi si inizia a valutare come è meglio investire quelle poche ore lasciate a NOI stessi. Via la tv, di recente vi era un articolo sul giornale che in molti stavano abbandonando il piccolo schermo,via il giro nei centri commerciali raccolta di talune persone che passeggiano senza meta precisa via,via, fino a ridursi all’essenziale!

Si consumano oggetti,si consumano idee,si consumano persone,si gettano via oggetti nuovi che vengono rimpiazzati da ancora più nuovi oggetti per un intrinseca qualità migliorata.

Mah! Sono ciò ha ho e ciò che consumo o sono anima e emozione?

Distinguersi nelle scelte è meglio che omologarsi nel mare di un consumismo spersonalizzante.

Carla Fendi